Le misure di prevenzione patrimoniali

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La materia delle misure di prevenzione, oggetto di molteplici interventi normativi nel corso degli anni, è stata raccolta ed armonizzata nel c.d. Codice antimafia (d.lgs. n. 159/2011), oggetto di recenti modifiche per mezzo del d.l. 18 febbraio 2015, n. 7 (conv. con modd. dalla l. 17 aprile 2015, n. 43) e, da ultimo, della legge 7 ottobre 2017, n. 161.

Indice

Qual è il carattere principale delle misure di prevenzione?

Le misure di prevenzione, sia personali che patrimoniali, sono delle misure che esse possono essere applicate sempre ed in ogni contesto, a fronte di un giudizio di pericolosità sociale formulato a carico di un determinato soggetto, a prescindere dalla consumazione (o dal tentativo di consumazione) di un reato, dunque, il procedimento di prevenzione può essere esercitato anche indipendentemente dall’esercizio dell’azione penale.

Ed ancora, in merito alle misure di prevenzione patrimoniale, bisogna dire che, il sequestro e la confisca di prevenzione possono essere disposti anche in relazione a beni già sottoposti a sequestro in un procedimento penale, quindi anche dopo che l’azione penale sia già iniziata nei confronti di un soggetto.

Le misure di prevenzione patrimoniali.

Le misure di prevenzione patrimoniali sono elencate organicamente nel titolo II del dD.Lgs 159/2011:

  • sequestro e confisca;
  • cauzione e garanzie reali;
  • amministrazione giudiziaria di beni personali;
  • amministrazione giudiziaria di beni connessi ad attività economiche e delle aziende;
  • controllo giudiziario.

Il sequestro e la confisca rappresentano le principali misure di prevenzione patrimoniali.

I presupposti di applicabilità delle misure di prevenzione patrimoniale.

Per disporre la misura di prevenzione patrimoniale del sequestro e della confisca è necessario accertare la presenza di presupposti di carattere soggettivo e oggettivo.

Il presupposto di carattere soggettivo consiste, dopo l’introduzione del principio di applicazione disgiunta, nella riferibilità del bene a un soggetto nei cui confronti sia irrogabile o sia stata irrogata una misura di prevenzione personale, la cui elencazione è’ prevista all’articolo 4 del D.Lgs 159/11 che ha subito ad opera della legge 161 un ampliamento dei destinatari.

Il presupposto di carattere oggettivo riguarda i requisiti del bene per essere assoggettato a sequestro e confisca:

  • disponibilità, diretta o indiretta, da parte del proposto;
  • sufficienti indizi, primo fra tutti la sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati o l’attività economica svolta, tali da farli ritenere frutto di attività illecita o reimpiego di questa.

Il preposto può impedire la confisca giustificando la legittima provenienza del bene sequestrato.

L’applicazione disgiunta.

Per disporre il sequestro e la confisca non occorre la concreta irrogazione della misura personale.

Le misure di prevenzione patrimoniali introdotte nel 1982 ( nei confronti dei soli indiziati di appartenenza ad associazione mafiosa) presentavano un inequivocabile carattere accessorio rispetto alla già prevista sorveglianza di pubblica sicurezza, potendo essere applicate solo unitamente alla misura personale ovvero anche successivamente a questa ma prima della sua cessazione (Art. 2 bis e 2 ter, l. 575/1965). Il rigetto della proposta di applicazione della misura di prevenzione personale per mancanza di attualità della pericolosità sociale, ad esempio, impediva la confisca e i beni sequestrati dovevano essere restituiti.

Successivamente, ad opera di numerose elaborazioni giurisprudenziali, viene superato il principio di accessorietà, introducendo quello di applicazione disgiunta.

Procedimento applicativo.

Ai sensi dell’art. 20 del D.Lgs, meglio conosciuto come codice antimafia, il Tribunale competente ordina il sequestro dei beni dei quali della persona nei cui confronti è stata presentata la proposta .

Il Tribunale con medesimo decreto può sequestrare le partecipazioni sociali totalitarie e conseguentemente provvedere al sequestro dei relativi beni costituiti in azienda ai sensi degli articoli 2555 e seguenti del codice civile, indicando specificatamente i conti correnti ed i beni costituiti in azienda.

Il Tribunale può, ancor prima di ordinare il sequestro, restituire gli atti all’Ufficio di Procura proponente affinchè gli stessi provvedano ad effettuare ulteriori indagini ritenuti utili per il giudice per valutare la sussistenza dei presupposti richiesti dal codice antimafia.

Disposto il decreto di sequestro ad opera del tribunale viene nominato il giudice delegato; la polizia giudiziaria procede all’apprensione materiale dei beni e all’immissione degli stessi in capo all’amministratore giudiziario (con l’assistenza, ove ritenuto opportuno, dell’ufficiale giudiziario).

I beni mobili iscritti in pubblici registri, le navi, le imbarcazioni, i natanti e gli aeromobili sequestrati possono essere affidati dall’A.G. in custodia giudiziale agli organi di polizia che ne fanno richiesta per esigenze di polizia giudiziaria ovvero ad altri organi dello Stato per finalità di giustizia, di protezione civile o tutela ambientale.

Se la persona nei cui confronti è proposta la misura disperde, distrae, occulta o svaluta i beni al fine di eludere l’esecuzione dei provvedimenti di sequestro su di essi, il sequestro ha ad oggetto denaro o altri beni di valore equivalente.

Il sequestro è eseguito con le modalità previste dall’art. 104 delle disposizioni di attuazione del c.p.p. per il sequestro preventivo.

L’amministratore giudiziario, dovrà gestire i beni oggetto del sequestro avendo cura di provvedere costantemente a relazionare al Giudice delegato su tutte le attività amministrate e richiedendo al medesimo magistrato qualsiasi autorizzazione per le attività straordinarie.

Quando si ha il concreto pericolo che i beni vengano dispersi, sottratti od alienati, si potrà richiedere di disporre anticipatamente il sequestro dei beni prima della fissazione dell’udienza al presidente del tribunale competente per l’applicazione della misura di prevenzione, che provvederà con proprio decreto entro cinque giorni dalla richiesta. Il sequestro eventualmente disposto perde efficacia se non convalidato dal tribunale entro trenta giorni dalla proposta.

Revoca del sequestro

Il sequestro deve essere revocato dal Tribunale quando risulta che esso ha per oggetto beni di legittima provenienza o dei quali l’indiziato non poteva disporre direttamente o indirettamente o in ogni altro caso in cui è respinta la proposta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale.

Il provvedimento di sequestro perde efficacia se il tribunale non deposita il decreto che pronuncia la confisca entro un anno e sei mesi dalla data d’immissione in possesso dei beni da parte dell’amministratore giudiziario. Nel caso d’indagini complesse o compendi patrimoniali rilevanti, il termine di cui al primo periodo può essere prorogato con decreto motivato del tribunale per sei mesi.

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