La separazione di fatto.

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Quando un matrimonio è in crisi, marito e moglie hanno la possibilità di attuare una separazione di fatto, una pausa temporanea che permette di capire se è possibile una riconciliazione o se è preferibile ricorrere ad una separazione legale.

La separazione di fatto e la separazione personale legale

La separazione di fatto si contrappone alla separazione personale dei coniugi; difatti quest’ultima e’ una separazione di tipo legale in quanto di conclude con un provvedimento del’ autorità giudiziaria con cui si autorizzano i coniugi a vivere separatamente, stabilendo le condizioni relative all’affidamento della prole, alla casa familiare e all’ assegno di mantenimento.

Relativamente alla separazione legale l’articolo 150 cc stabilisce che “ è ammessa la separazione personale dei coniugi. La separazione può essere giudiziale o consensuale”

Consensuale quando deriva da un accordo dei coniugi omologato dal Tribunale;

Giudiziale quando in presenza di determinati presupposti uno dei coniugi chiede un provvedimento giudiziario di separazione.

La separazione di fatto che cos’è?

La separazione di fatto consiste in uno stato in cui i coniugi, senza alcun intervento, pongono fine al loro rapporto, ovvero alla convivenza e alla comunione di vita spirituale e materiale.

I coniugi decidono congiuntamente e volontariamente di interrompere la convivenza.

Si tratta di una interruzione senza alcun provvedimento del giudice e senza accordo successivamente omologato dal Tribunale.

Appare ovvio che detta interruzione non deve avvenire per motivi di lavoro o studio.

 Quali sono i presupposti per la separazione di fatto?

Presupposti della separazione di fatto sono:

  • l’interruzione della convivenza;
  • la rottura dei rapporti di affectio coniugalis.

Effetti giuridici della separazione di fatto.

La separazione di fatto non fa venir meno gli obblighi coniugale, non fa cessare la presunzione di paternità e non fa sciogliere la comunione legale. Se una coppia in comunione legale dei beni esegue la separazione personale legale, il regime patrimoniale della famiglia muta per legge da comunione dei beni a separazione dei beni. Al contrario, quando i coniugi sono in comunione decide di separarsi solo di fatto, rimarrà comunque il regime giuridico della comunione. In tale circostanza, gli acquisti fatti da un solo coniuge ricadranno in comproprietà con l’altro, nonostante la separazione di fatto.

 In quali casi l’ordinamento riconosce valenza giuridica alla separazione di fatto.

  • impedimento all’adozione: stabilisce l’articolo 6 co. 1 della Legge 184/1983 che “ L’adozione è consentita ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni. Tra i coniugi non deve sussistere e non deve aver avuto luogo negli ultimi tre anni separazione personale neppure di fatto”.

 

 

È possibile divorziare dopo una separazione di fatto che si è protratta per lungo tempo?

No, poiché la separazione di fatto non fa acquisire lo status giuridico della separazione legale, impedendo così di divorziare.

https://www.legalibomenutoromeo.it/la-separazione-personale-dei-coniugi/

Cosa deve contenere l’accordo scritto sulla separazione di fatto?

L’accordo scritto che prova il consenso della coppia alla separazione di fatto deve contenere:

  • decidere sul diritto di visita ai figli e sul loro collocamento mentre non potranno decidere sul loro affidamento o sulla limitazione dei diritti e doveri dei genitori
  • prevedere il versamento di un assegno periodico a favore del coniuge più debole e dei figli;
  • decidere una somma da pagare in unica soluzione a titolo di mantenimento;
  • trasferire la proprietà di immobili o beni che non saranno considerate come donazioni.

In sostanza i coniugi potranno accordarsi su molteplici aspetti sia personali che patrimoniali ma senza poter derogare ai diritti indisponibili di ciascun coniuge e dei figli (per esempio non potranno rinunciare al diritto agli alimenti e neppure alla responsabilità genitoriale).

Deve essere posta l’attenzione sul fatto che in caso di mancato rispetto degli accordi ci potrebbero essere difficoltà per ottenere tutela giudiziaria. Il coniuge che avesse interesse dovrebbe intentare un procedimento di separazione giudiziale e provare la sussistenza delle pattuizioni in vigore.

Per questo motivo è consigliabile ricorrere ad una soluzione che garantisca la protezione dei diritti del coniuge e dei diritti dei figli, possibilmente con un ausilio legale ai fini della composizione delle controversie relative alle questioni economiche.

Separazione di fatto e casa coniugale

Quando i coniugi attuano una separazione di fatto possono decidere liberamente a chi venga lasciata la casa familiare. Tale accordo, come anticipato, non è protetto in caso di cambi di idea da parte dell’effettivo proprietario né gode delle tutele previste in caso di assegnazione della casa familiare nei confronti dei terzi acquirenti o aventi diritto.

Nel caso in cui l’immobile sia tratto in locazione, però, il coniuge che concordemente rimane a vivere nell’immobile subentra di diritto quale intestatario del contratto, nel caso in cui non avesse già la qualità.

Separazione di fatto e addebito

Nel caso in cui i coniugi redigano una scrittura privata nella quale riportano la comune volontà si separarsi e vivere separati, con le relative condizioni, è generalmente improbabile l’accoglimento della domanda di addebito della separazione in un eventuale successiva causa giudiziale, salvo il caso che non sopraggiungano ulteriori motivi successivamente alla sottoscrizione dell’accordo.

https://www.legalibomenutoromeo.it/avvocati-crotone-assistenza-legale/

 La separazione consensuale e la separazione di fatto: le differenze.

I diversi provvedimento che concludono le procedure di separazione legale dei coniugi hanno tutti gli stessi effetti giuridici; la separazione di fatto rappresenta un’eccezione perche non è soggetta a procedura codificata e perché produce effetti giuridici differenti rispetto alle altre procedure.

Difatti, il provvedimento emesso a seguito di una separazione personale è un titolo esecutivo, in questo caso se non viene rispettato può essere nesso immediatamente in esecuzione, cioè essere utilizzato per introdurre una procedura cd esecutiva, che permette l’adempimento coattivo degli obblighi stabiliti nel provvedimento stesso.

Non solo, limita quanto dovuto dal coniuge più forte economicamente per quanto riguarda il mantenimento di coniuge e figli.

Ed ancora, anche a livello fiscale, vi è un risparmio poiché il coniuge legalmente separato che versa all’altro l’assegno di mantenimento può scaricare lo stesso dal proprio imponibile.

L’accordo scritto per la separazione di fatto non è titolo esecutivo. In questo caso, il coniuge più debole che si vedesse non versare l’assegno pattuito per il mantenimento per se ed i propri figli non potrebbe usare detto accordo per incardinare un procedimento esecutivo, poiché non è un documento al quale la legge riconosce l’idoneità ad introdurre un procedimento esecutivo.

La misura dell’assegno di mantenimento pattuito dai coniugi nell’accordo sulla separazione di fatto non ha l’effetto di limitare giuridicamente quanto dovuto dal coniuge più forte economicamente al più debole per concorrere al mantenimento di quest’ultimo o dei figli della coppia. Questo perché la misura che ci occupa è stabilita dalla legge art. 143 e 147 cc e i patti tra i privati non possono derogare a detta norma imperativa.

Non consente un risparmio fiscale poiché il coniuge più abbiente separato di fatto non può scomputare quanto pagato all’altro dal proprio imponibile.

https://www.legalibomenutoromeo.it/omesso-versamento-dellassegno-di-mantenimento/

 

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