Anche in Italia il doppio cognome per i figli.

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Ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito. Nel nome si comprendono il prenome e il cognome. Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche, se non nei casi e con le formalità dalla legge indicati”.

Questo quanto recita l’articolo 6 del nostro codice civile.

Appare evidente come la norma non impone il cognome paterno, ma si tratta di una consuetudine tramandata da tempo e confermata da altrettanto disposizioni legislative.

Ma qualcosa è cambiato.

I bimbi nati dentro e fuori dalla famiglia e quelli adottati potranno avere i cognomi di mamma e papà, se i genitori concordano e lo chiedono. Lo dice una storica sentenza della Corte costituzionale.

Risale al 2016 la sentenza della Corte Costituzionale n. 286/16 che ha dichiarato illegittima l’automatica assegnazione del cognome del padre ai figli. 

La condizione essenziale è che ci sia accordo tra i due genitori, altrimenti ciò non potrebbe accadere. La pratica da compiere prevede che al momento della nascita i due genitori si rechino entrambi nell’ufficio del proprio comune e dell’ospedale in cui è appena nato il bambino e che esprimano entrambi il consenso a dare il doppio cognome al bimbo o alla bimba di fronte all’ufficiale di Stato civile. Non sarà possibile dunque esaudire una richiesta da parte della sola madre o del solo padre. 

Una volta che la richiesta è stata fatta, l’ufficiale di Stato Civile provvederà a produrre il certificato di nascita del nascituro affiancando al cognome del padre quello della madre. Ovvio, dovrà sempre firmare con entrambi i cognomi presso tutti i pubblici registri, negli atti anagrafici e altri documenti ufficiali. Tutto questo vale per le coppie sposate, conviventi o adottanti. 

Bisogna dire che per legge il cognome paterno non può essere eliminato, ma facciamo il caso di una madre che mette al figlio il proprio cognome, aggiungendolo a quello del padre, anche senza il consenso di quest’ultimo. Il Tar del Lazio, con la sentenza numero 11410/2018, in particolare il Tribunale Amministrativo ha affermato che “la richiesta di modifica del cognome del figlio minore è un atto civile che i genitori possono presentare solo nell’esercizio della rappresentanza legale, con il consenso congiunto, salvo solo il caso in cui la madre o il padre sia stato privato della potestà genitoriale”. In parole povere: se non c’è l’accordo sul doppio cognome, esso non può essere attribuito dall’ufficio, ferma restando la possibilità per ciascuno dei genitori di ricorrere senza formalità al giudice civile. 

https://www.studiocataldi.it/articoli/32690-figli-si-puo-dare-il-doppio-cognome.asp

Non si ha bisogno di particolari documenti e la volontà può essere manifestata oralmente. 

Dare il doppio cognome al figlio: come fare?

Ricapitolando.

La prassi da seguire:

È necessario recarsi all’ufficio di Stato Civile, collocato nel Comune di residenza o nella sede ospedaliera, dove è avvenuto il parto, e dichiarare l’intenzione di entrambi i genitori di voler dare il doppio cognome. Niente di più. Non bisogna presentare documentazioni particolari, né redigere uno speciale accordo e nemmeno un contratto. Basta la manifestazione orale da parte della coppia.

Il bambino sarà quindi registrato con il doppio cognome, prima quello del padre e poi quello della madre, e quando dovrà firmare dovrà riportarli entrambi.

Questa procedura è valida sempre e per tutti: per coppie coniugate, conviventi e vale anche per i figli adottati.

È importante ricordare che bisogna avere le idee chiare sull’assegnazione del doppio cognome. Questo perché l’unico momento in cui si può dare è al momento della registrazione dell’ atto di nascita.

Nel caso in cui il padre non voglia accordare alla madre di dare entrambi i cognomi al figlio, la donna non può fare nulla, se non adire il tribunale dopo però la registrazione.

L’ordine dei cognomi 

L’ordine non può essere invertito ma è prestabilito: il cognome della madre si aggiunge in coda a quello del padre.

Francia e Spagna come modello.

Fuori dall’Italia questa possibilità esiste già da molto tempo. Difatti nel nostro bel paese i primi timidi risalgono al  2016, mentre in Spagna i genitori si possono persino accordare sull’ordine dei cognomi, mentre in Francia è possibile darne anche solamente uno, o paterno o materno, oppure entrambi.

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